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Fantasia in giardino tra mitologia norrena e sette nani

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I nani, gli ometti originari della mitologia norrena, sono uno degli oggetti più ambigui sul mercato della fantasia in giardino. Ad alcuni fanno paura, ad altri tenerezza, altri ancora creano sette elitarie e movimenti in loro onore.

Il fenomeno “gnoming” nella fantasia in giardino


Risale al 2005 l’introduzione di “gnoming” sul sito di Urban Dictionary, ma il significato non è quello che ci aspettiamo. Nella prima accezione, “gnoming” indica la tradizione di rubare gli gnomi da giardino, mentre la seconda si riferisce ad una strana moda made in the USA. In America, “gnoming” è un divertimento dei giovani annoiati, che si piazzano nei giardini di poveri malcapitati e si godono le loro reazioni spavenate. Il principio è quello di stare immobili e fissare i proprietari di casa, imitando i loro nani da giardino. Piccoli instancabili lavoratori, gli gnomi hanno ispirato uno dei fenomeni più strani degli ultimi anni! Il pubblico li ama al punto che il motore di ricerca di Google ha inserito un doodle in loro onore il 10 Giugno dello scorso anno, seguendo la tradizione della festa nata in Germania.

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Per quanto riguarda il loro aspetto fisico, ormai ogni fantasia ha la sua realizzazione: possono essere dei guerrieri o dei contadini, indossare le vesti – oppure no – di personaggi di film e serie tv, e non solo! A partire dal 2017 il mercato ha visto il lancio di nani zombie, striscianti e sporchi di sangue, che hanno avuto un successo inaspettato. I cosiddetti gnomi horror donano sicuramente un tocco di originalità e fantasia in giardino, specie in momenti come Halloween o Carnevale.

Per rispondere alle esigenze di mercato, non solo vengono rappresentati in quasi tutte le vesti e movimenti, ma vengono anche resi più che funzionali. Su portali come Amazon e Ebay si possono infatti trovare dei nani con sorpresa: sensori di movimento, telecamere e persino rubinetti per innaffiare le piante. Oggi sono disponibili in una vasta gamma di materiali, come terracotta, poliresina e plastica, anche se in passato erano fabbricati solo in legno, gesso e ceramica.

In nani da giardino sono un cavallo di battaglia per l’arredamento per esterni, ma nascono dalla mitologia norrena

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La tradizione dei nani da giardino come parte dell’arredamento per esterni nasce in maniera curiosa, forse un po’ inquietante. Attestati come statue decorative già nel 1400, cominciano a diventare una decorazione kitsch immancabile in Germania a partire da metà 1800, diffondendosi poi in Polonia, Repubblica Ceca e Gran Bretagna. Prima degli omini inanimati, era infatti usanza inglese avere in casa il proprio eremita personale, un anziano solitario e silenzioso che viveva in piccole abitazioni all’interno delle tenute dei lord inglesi tra il 1700 e il 1800.

Chiamato più precisamente eremita ornamentale, la sua figura aveva diritto a una paga annuale, a vitto e alloggio, purché si facesse vedere ad alcune ore del giorno con lo scopo di intrattenere gli ospiti del padrone con argomenti di filosofia e letteratura. Una storia inquietante, che fortunatamente terminò quando in Germania i nani di terracotta presero il loro posto nei giardini. La presenza di una figura anziana, irriverente e saggia, è attestata dall’uomo fin dalla notte dei tempi, coincidendo con la nascita di molte religioni antiche, e sviluppata poi in numerose opere di fantascienza e giochi di ruolo.

Una storia travagliata

A cavallo tra il 1900 e i primi anni 2000, gli gnomi da giardino hanno iniziato ad essere considerati come dei veri esseri portafortuna che, strappati dal loro vero habitat, sono stati costretti ad abitare le case dei consumatori. Le leggende di una loro ribellione o della loro silenziosa tristezza hanno dato via al movimento “Fronte di Liberazione dei Nani da Giardino”, nato in Francia negli anni ’90. In Francia, Germania e Italia fu un vero fenomeno:  i membri del movimento rubavano – o rapivano – i nani dai giardini di sconosciuti, per poi distruggerli nei boschi e a loro modo liberarli da una vita di servitù. Più tardi i fanatici degli gnomi inneggiarono alla loro eliminazione, organizzando impiccagioni pubbliche in Francia, Lombardia e Inghilterra.

C’è chi invece vede queste simpatiche statuette come dei fedeli e romantici compagni di viaggio. Nel 2016 il pubblico si commosse con la storia di Leopold, il nano scomparso dal giardino di Bev York, una donna australiana. Dopo otto mesi dalla denuncia, il nano Leopold è ricomparso nel giardino di Bev insieme ad un album di fotografie. Chi lo aveva rapito lo aveva portato in viaggio con sé da Vancouver al Messico, facendo un report visivo dettagliato di ogni luogo e attività. La proprietaria descrisse il gesto del viaggiatore sconosciuto come romantico e delicato, e il nano Leopold ebbe il suo lieto fine.


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