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Le ricette in cucina per vivere in armonia della chef buddista Jeong Kwan

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La monaca sudcoreana è considerata tra i migliori cuochi vegetariani e zen al mondo.  Il suo obiettivo  è far conoscere il Baru-gongyang, rituale meditativo con cui si mangia nei templi.

Le ricette in cucina per vivere in armonia della chef buddista Jeong Kwan

Per la monaca buddhista Jeong Kwan, 62 anni, mangiare non è solo semplice nutrimento per il corpo. Ma molto di più: è una pratica per riflettere sull’origine del cibo, per essere grati alla natura e alle persone che producono e lavorano i prodotti della terra. La chef buddista è diventata famosissima grazie alla terza stagione televisiva Chef’s Table su Netflix. Sta facendo conoscere al mondo il rito del Baru-gongyang, ma di cosa di tratta? Ogni monaco usa le sue “Baru”, quattro ciotole di legno che si possono riporre una dentro l’altra, servono per il riso, il brodo, l’acqua e il contorno.

chef buddista

Cosa significa cucinare seguendo questo rituale?

Sono quattro i punti importanti:

  1. il cibo per praticare lo spirito
  2. la cucina come rispetto per gli esseri viventi
  3. la cucina della misericordia
  4. la cucina per la condivisione.

Jeong Kwan, inoltre, usa il cibo per curare l’anima. Se vede una persona preoccupata, torna in cucina e crea il cibo adatto. La natura offre un rimedio per tutto, afferma. Gli ingredienti che la chef buddista predilige nella preparazione dei suoi piatti sono: la pasta di soia, la salsa di soia e la pasta di peperoncino, tipici ingredienti coreani. Il suo piatto preferito è la zuppa di soia. Inoltre, ci sono cinque ingredienti vegetali proibiti: cipolle, aglio, erba cipollina, cipollotti e porri. Questi potrebbero distrarre o disturbare i monaci durante le loro pratiche. Non viene consumata carne.

In che modo è possibile avvicinarsi a questa pratica?

È necessario prediligere la scelta di ingredienti naturali, evitando i prodotti artificiali. Si possono coltivare le verdure e gli aromi a casa, in giardino oppure sui balconi. L’importante è tenere sempre in mente il valore del cibo e l’armonia della natura che risiede all’interno di esso. È preferibile un’alimentazione vegetale piuttosto che a base di carne, in rispetto nei confronti della vita. Si consiglia sempre di mangiare il giusto quantitativo di cibo, senza lasciare nulla a tavola. Ricordarsi infine una preghiera in segno di gratitudine nei confronti delle vite che sono diventate alimenti per l’uomo e nei confronti della natura.

Ecco una delle ricette proposte dalla monaca buddista!

Riso su foglia di loto

Riso-in-foglie

Ingredienti:

30 Foglie di loto
4kg di Riso glutinoso
2 Radici di loto bollite
1 bicchiere di Fagioli Yuweol
Sale
Olio di sesamo

Preparazione:

  1. Ricoprire il riso con acqua e lascialo a mollo per un’ora.
  2. Porre la foglia di loto con la punta rivolta verso l’alto e tagliare in modo da formare 3 petali.
  3. Sciacquare il riso messo a mollo, filtrarlo dentro a un Sokuri(cesto di vimini rotondo con bordi in bambu, utilizzato per filtrare il cibo), porre un tessuto traspirante su una pentola a vapore e porre il riso sopra. Cuocere per 20 minuti.
  4. Cuocere i fagioli Yuweol in acqua bollente per circa un’ora.
  5. Mettere il riso in una ciotola, condire con un pizzico di sale e mescolare.
  6. Porre una foglia di loto aperta e mettere sopra 200g di riso, decorare con le radici di loto e i fagioli e chiudere la foglia come se fosse un sacco.
  7. uocere al vapore per circa 10 minuti. Quando il colore della foglia sembra addensarsi, lasciare a riposo per qualche minuto.
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