Abito da sposa, una storia da raccontare

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La storia dell’abito da sposa è tutta da raccontare. Gli stili in continuo mutamento non modificano l’idea che vi è alla base: rendere la sposa irresistibile ed unica il giorno del suo matrimonio. Cambi la storia. Cambiano le alleanza, le tradizioni, la cultura, il modo di celebrare le nozze, la simbologia, il ruolo della donna all’interno della società stessa ma l’abito da sposa rimane sempre indiscutibilmente il punto chiave.

Perché proprio la scelta del colore bianco e come si è evoluto il suo concetto?

Vi è una celebre foto che testimonia la comparsa ufficiale del primo vero vestito da sposa bianco,  preferenza che ha influenzato tutte le generazioni future.  

Per la regina tale colore rappresentava la purezza, l’eleganza e il solo in grado di distinguersi tra la folla, rimanendo al centro dell’attenzione.

Si tratta di un modello unico nel suo genere, disegnato appositamente per la regina da Wiliam
Dyce. L’abito era realizzato interamente da tessuti inglesi per enfatizzare il diffondersi della rivoluzione industriale in Inghilterra e nello stesso tempo il ruolo della sua regina. In modo particolare, l’obiettivo era quello di esaltare la “nuova meccanizzazione” dei processi di lavoro che venivano in precedenza lavorati a mano. Un classico esempio è l’utilizzo del pizzo. Quale colore risalta maggiormente il pizzo se non il bianco?

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Tuttavia, pare che non sia esattamente così. Infatti, alla fine del 1300, la figlia di Erico IV, Filippa di Lancaster irrompe la tradizione indossando durante una cerimonia nuziale una tunica e un mantello di seta bianco con bordi di pelle di scoiattolo ed ermellino. Si diffonde  nello stesso periodo lo strascico ed il vestito da sposa si trasforma in un segno di riconoscimento indicante lo status di famiglia: più la famiglia della sposa è ricca e potenze, più lungo ed impreziosito è lo strascico.

Il caso più divertente e conosciuto della storia è “l’abito maledetto” della Regina Maria Stuarda.  In occasione del suo matrimonio con Francesco II di Francia 24 aprile del 1558 a Notre Dame, indossò un abito da sposa bianco. Evento terrificante per i francesi che associavano il colore bianco al lutto e videro nella scelta dell’abito una sorta di presagio di morte. Presagio avverato, in quanto solo due anni dopo le nozze, il marito muore a causa di un’infezione all’orecchio.

 

L’abito da sposa e la macchina del tempo: come si trasforma nei secoli, tra il bianco e il colorato

  1. Nell’antica Grecia, la futura sposa indossava un semplice chitone, tunica abituale adornata da cordoni che cingevano la vita.  La semplicità della veste rappresentava lo scarso ruolo della donna all’interno della società greca, nella quale il suo compito era la procreazione. Sulla testa portavano una coroncina di mirto, il fiore sacro ad Afrodite, dea greca dell’amore. L’indumento che completava l’abito era il velo, che copriva il capo della fanciulla fino alla fine del banchetto. Solo al termine di quest’ultimo il velo veniva tolto dal marito a cui la sposa veniva consegnata.

  2. Risultati immagini per ABITI DA SPOSA Antica grecia
    Matrimonio antica Roma

    Anche il matrimonio nell’antica Roma era molto lontano dai vincoli d’amore. Quasi sempre combinate, le nozze erano un rituale preciso che doveva essere riconosciuto dallo Stato e propizio per gli dei. La donna indossava una tunica bianca, stretta in vita da una cintura di lana contro la malasorte, che il marito avrebbe sciolto durante la notte. Sopra la tunica veniva posta una sopravveste di color zafferano come i sandali. Il collo era contornato solitamente da una collana di metallo.

  3. Nel trecento, le spose indossavano ricchi vestiti da sposa colorati. Il rosmarino tra le mani della donna è un elemento chiave e simboleggiava, oltre che la fedeltà, anche forza e resistenza.

  4. Nel Medioevo, l’abito da sposa era notoriamente rosso a rappresentare la passione. Era cucito con pietre preziose e decorazioni di velluto o damascate. In età napoleonica, invece, il porpora fu sostituito dai colori pastello, con abiti stile impero stretti sotto il petto.

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    Abiti da sposa anni 20

    Linee molto moderne e semplici le ritroviamo agli inizi degli anni 20 del novecento, quando il modello più popolare era la tunica corta sul davanti e lunga sul retro. Chicca del momento erano il taglio dei capelli a caschetto. Negli anni 30 ci fu il trionfo dell’abito da sposa di raso lungo, mentre negli anni 40 a causa delle ristrettezze della guerra le spose indossavano abiti non ricchi di decorazioni e non ostentavano una finta opulenza.

  6. Con il boom economico negli anni 50 gli abiti da sposa erano caratterizzati da ampie gonne a ruota in pizzo soppiantate dalle mode trasgressive degli anni 60.  Dieci anni dopo, in pieno fervore storico regna l’hippie e boho-chic, mentre negli anni 80 a segnare una svolta è il matrimonio di Lady Diana con il Principe Carlo che vede la diffusione di volant, maniche a sbuffo, ruches e taffettà che ha fatto storia. Nei famigerati anni 90 anche negli abiti da sposa si diffonde il minimalismo, con il trionfo degli abiti sottoveste.

Per terminare il nostro viaggio nella storia, arriviamo agli anni 2000, quando a regnare è la libertà d’azione, nella quale non vi sono regole: le donne del XXI secolo hanno assunto un ruolo ben preciso e stabile nella società e scelgono liberamente se indossare modelli di abiti da sposa classicheggianti o più moderni e bizzarri. Non ci sono limiti neanche e soprattutto nel colore.

Oggi, infatti il bianco è declinato in moltissime varianti, dall’avorio al crema, passando per i rosa pastello e gialli; inoltre la diffusione sempre maggiore del rito civile ha fatto sì che la palette cromatica delle spose si ampliasse parecchio, introducendo anche toni come il blu e il grigio. Unico tabù rimane il colore nero, proibito e sgradevole non solo per la sposa ma anche per le invitate alla cerimonia.

 

E tu quale colore preferisci? 

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