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Statue e arte di strada, tra artisti contemporanei e rivolta

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Viaggiare per l’arte di strada, ma non per i musei

Molti turisti partono nelle grandi città per il cibo, per i grandi centri culturali e per rilassarsi, ma sono sempre più numerosi i viaggiatori alla ricerca di attrazioni ancora più particolari. Non tutti sanno che nella maggior parte delle più grandi città del mondo si possono trovare opere di artisti contemporanei per tutti i gusti, senza alcun costo. Si tratta di opere di arte di strada, moderne o antiche, spesso in angoli della città poco trafficati.

Molti autori famosi si sono cimentati in progetti  di proporzioni spesso notevoli con significati di memoria, polemica o “semplice” arte. Alcune di queste opere sono diventate delle vere e proprie attrazioni turistiche, assumendo persino il ruolo di simbolo della città in calamite e cartoline.

Artisti contemporanei in Europa

Sicuramente uno degli scultori moderni più famosi è David Černý di Praga, un artista spesso in contrasto con la politica locale che ha contribuito a rendere la città una delle capitali più ricche di stranezze. Nel complesso, l’Europa orientale pullula di alcune tra le statue più incredibili e controverse del mondo.

Nella storia dell’uomo e del suo rapporto con l’arte, la statuaria ha sempre rivestito un ruolo propagandistico: dimostrazione di potere, ammonimento, memoria. La commissione di opere da parte di signori in cerca di fame risale all’antica Grecia, quando gli artisti scolpivano figure antropomorfe per onorare gli dei. I cittadini romani e greci vedevano il possesso di un’opera religiosa come un simbolo della loro devozione, un motivo di pregio per la loro famiglia. Già allora, alcuni artisti contemporanei cominciavano a venire censurati prima ancora di riuscire a portare a termine le proprie opere d’arte.

Se torniamo indietro nel tempo di soli 100 anni, vediamo l’Europa ricca di statue propagandistiche che esaltavano figure di dittatori come Stalin, Franco e lo stesso Mussolini, oggi scomparse. La storia insegna che le statue, così grandi e vivaci nelle strade più trafficate, sono i primi araldi a cadere nel momento della liberazione. Negli anni hanno funzionato come segno di ribellione o di rinascita in seguito a una delicata situazione politica o religiosa. Tra gli esempi più eclatanti ci sono il Buddha di Bamiyan, lo smantellamento dell’ultima statua di Stalin le decine di statue di Saddam.

Una risata o una rivolta?

Il turista medio è attratto dalla statuaria di una città, specie da quei pezzi rintracciabili fuori dai locali o in mezzo ai marciapiedi, tanto che molte opere vengono ricercate per una foto simpatica. La gente si mette in posa davanti a uomini con braccia protese e ad animali pericolosi, facendo a turno per stare davanti all’obiettivo. Su internet sono addirittura attivi dei concorsi organizzati dalle pro loco delle città europee con iniziative per tutte le età. Lo scopo principale è dare un premio a coloro che saranno in grado di “dare a vita” all’arte di strada con foto divertenti.

Bisogna tenere conto che la statuaria è una branca dell’arte spesso più rischiosa della pittura, della musica e dell’arte, perché ha impatto più deciso. Non si tratta di qualcosa da leggere, ma di un’opera in grado di colpire in maniera immediata il pubblico. In molte città, vengono banditi degli appalti per la costruzione di statue e opere d’arte per la città in modo da esaltarne la bellezza, rendendo difficile avere successo per molti artisti. Un’alternativa ai bandi è quella di presentare il proprio lavoro ad aste, concorsi e fiere, dove ogni pezzo viene apprezzato specialmente per il suo carattere controverso, e sperare che venga venduto, ma non è sempre facile.

Oggi in Europa molte opere sono state vietate, come “Shark” di Černý, perché rappresentano un baluardo politico o si riferiscono ad argomenti che colpiscono la sensibilità del pubblico. Alcuni pezzi sono invece simboli di nostalgia e danno da pensare sulla condizione dell’uomo. I capolavori della letterature sono sicuramente più famosi nella cultura generale, ma molti artisti contemporanei hanno scelto di rappresentare in maniera visiva i dilemmi e i drammi della condizione umana, mettendo in scena una rappresentazione di impatto nelle tre dimensioni.

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